Agriturismosantoisidoro.itScopri il fascino del turismo rurale italiano

Tour in bici tra uliveti e muretti a secco: il percorso perfetto per scoprire il volto nascosto della campagna salentina

Tommaso Fenudi Tommaso Fenu· 16/08/2026 06:14
Tour in bici tra uliveti e muretti a secco: il percorso perfetto per scoprire il volto nascosto della campagna salentina

Un anello di 48 km tra Melpignano, Martano e Acaya. Fondo misto, muretti a secco ai lati, uliveti antichi. Difficoltà facile, traffico scarso, ideale in primavera e autunno. La campagna salentina mostra qui il suo volto più autentico.

Itinerario in breve

Punto di partenza consigliato: Melpignano, facile parcheggio e bar in piazza. Si pedala verso Cursi e Castrignano de’ Greci su strade secondarie; quindi Carpignano Salentino, Serrano e Borgagne, lambendo masserie storiche e pajare. Si punta poi a Vanze e Acaya, borgo fortificato, per rientrare attraverso Acquarica di Lecce, Vernole, Calimera, Martano e ritorno a Melpignano.

Distanza: 48 km. Dislivello: circa 180 m. Fondo: 70% asfalto secondario, 30% strade bianche compatte. Bici consigliata: gravel o trekking con coperture da 35-40 mm. Tempo medio in sella: 3-4 ore, soste escluse.

Segnali di riferimento: cartelli locali per “Grecia Salentina”, indicazioni per masserie e strade poderali. GPS utile per le varianti sterrate.

Punti forti lungo la strada

I muretti a secco, riconosciuti dall’UNESCO, disegnano confini e raccontano saperi agricoli. Gli uliveti, anche laddove la Xylella ha lasciato segni, conservano tronchi scultorei e nuovi impianti resilienti. La pietra leccese cambia colore con la luce, dai toni miele dell’alba al bianco caldo di mezzogiorno.

A Castrignano de’ Greci si incontrano frantoi ipogei visitabili su prenotazione. Ad Acaya il borgo cinquecentesco offre mura integre e una piazza perfetta per una pausa. Tra Serrano e Borgagne, strade bianche rettilinee tra fichi d’India e erbe aromatiche: timo, finocchietto, origano.

Dal mio campo in Sardegna riconosco gli odori della macchia che qui si fanno più mediterranei. In sella il ritmo è quello dei filari: costante, silenzioso, essenziale.

Quando andare e meteo

Marzo-giugno e settembre-novembre sono i mesi migliori: temperature miti e colori pieni. In estate partenza all’alba, rientro entro le 11, o pedalata serale con luci e gilet riflettente. Attenzione ai venti: tramontana asciuga e rinfresca, scirocco porta umidità e sabbia, rallenta il passo.

Dopo la pioggia i tratti bianchi restano pedalabili: il terreno drena bene, ma le spalle dei muretti possono essere scivolose. Evitare di salirci per scattare foto.

Bici e preparazione

Rapporti agili bastano: pochi strappi, molti falsopiani. Pressioni medio-basse per comfort su sterrato. Due borracce sono l’ideale, fontane a Martano, Calimera e Acaya. Kit forature, camera di scorta e miniattrezzi indispensabili.

Casco sempre. In primavera repellente per insetti. In estate maniche leggere anti-UV. In autunno antivento tascabile per i rientri al crepuscolo.

Soste autentiche

Masserie con vendita diretta offrono olio nuovo, friselle, pomodori secchi. Chiedere prima dell’accesso: molti cortili sono spazi privati ma accoglienti se si rispetta il lavoro nei campi. A Calimera caffè leccese e pasticciotto sono un classico. Ad Acaya, formaggi freschi e pane a lievitazione naturale nei forni di paese.

Se trovate un frantoio aperto, chiedete dell’assaggio guidato: amaro e piccante raccontano cultivar e suoli. Sono storie che restano in memoria quanto una salita.

Accesso e logistica

In treno: Ferrovie del Sud Est fino a Zollino o Lecce, poi breve trasferimento in bici verso Melpignano. In auto: SS16, uscita Maglie-Melendugno. Parcheggio comodo nell’area dell’ex Convento degli Agostiniani a Melpignano.

Meccanici e negozi bici a Martano e Calimera; nei festivi meglio telefonare prima. Copertoni e camere 700x38 sono gli standard più reperibili.

Tutela e buone pratiche

Tra Acaya e Le Cesine si lambiscono aree della Rete Natura 2000. Restare sui tracciati, evitare disturbo alla fauna, chiudere eventuali cancelli come li si è trovati. Niente rifiuti, niente tagli nei campi: i solchi rovinano i seminativi.

I muretti a secco sono opere vive: non sedersi sui copertini, non spostare pietre. Se il gregge occupa la strada, rallentare e attendere la fine del passaggio. Il rispetto apre più porte di qualunque prenotazione.

Varianti e allungamenti

Per chi ha gamba, deviazione da Borgagne verso Melendugno e il Dolmen Placa, poi rientro su strada bianca parallela all’asse principale: +10 km. In alternativa, da Martano anello breve tra menhir e piccoli tratturi agricoli: -12 km e più tempo per le soste.

Con vento forte da sud, conviene percorrere il giro in senso orario: uliveti e muretti offrono riparo naturale nei rettilinei più esposti.

Perché questo percorso

È vicino ai borghi, ma lontano dalla folla. Unisce pietra, luce e olivo in un disegno continuo. Fa vedere la campagna che lavora e resiste, senza vetrine. E la bici qui non è solo mezzo: è chiave d’accesso. Pedalando piano si vedono mani e stagioni. È il Salento che vale il viaggio.

Tommaso Fenu
Tommaso Fenu

Tommaso ha lasciato la città per occuparsi della tenuta di famiglia in Sardegna, dove coltiva ortaggi biologici. Grande conoscitore di percorsi naturalistici, adora accompagnare gruppi tra sentieri e piccoli borghi, condividendo storie e tradizioni del territorio.