Tour in bici tra uliveti e muretti a secco: il percorso perfetto per scoprire il volto nascosto della campagna salentina

Un anello di 48 km tra Melpignano, Martano e Acaya. Fondo misto, muretti a secco ai lati, uliveti antichi. Difficoltà facile, traffico scarso, ideale in primavera e autunno. La campagna salentina mostra qui il suo volto più autentico.
Itinerario in breve
Punto di partenza consigliato: Melpignano, facile parcheggio e bar in piazza. Si pedala verso Cursi e Castrignano de’ Greci su strade secondarie; quindi Carpignano Salentino, Serrano e Borgagne, lambendo masserie storiche e pajare. Si punta poi a Vanze e Acaya, borgo fortificato, per rientrare attraverso Acquarica di Lecce, Vernole, Calimera, Martano e ritorno a Melpignano.
Distanza: 48 km. Dislivello: circa 180 m. Fondo: 70% asfalto secondario, 30% strade bianche compatte. Bici consigliata: gravel o trekking con coperture da 35-40 mm. Tempo medio in sella: 3-4 ore, soste escluse.
Segnali di riferimento: cartelli locali per “Grecia Salentina”, indicazioni per masserie e strade poderali. GPS utile per le varianti sterrate.
Punti forti lungo la strada
I muretti a secco, riconosciuti dall’UNESCO, disegnano confini e raccontano saperi agricoli. Gli uliveti, anche laddove la Xylella ha lasciato segni, conservano tronchi scultorei e nuovi impianti resilienti. La pietra leccese cambia colore con la luce, dai toni miele dell’alba al bianco caldo di mezzogiorno.
A Castrignano de’ Greci si incontrano frantoi ipogei visitabili su prenotazione. Ad Acaya il borgo cinquecentesco offre mura integre e una piazza perfetta per una pausa. Tra Serrano e Borgagne, strade bianche rettilinee tra fichi d’India e erbe aromatiche: timo, finocchietto, origano.
Dal mio campo in Sardegna riconosco gli odori della macchia che qui si fanno più mediterranei. In sella il ritmo è quello dei filari: costante, silenzioso, essenziale.
Quando andare e meteo
Marzo-giugno e settembre-novembre sono i mesi migliori: temperature miti e colori pieni. In estate partenza all’alba, rientro entro le 11, o pedalata serale con luci e gilet riflettente. Attenzione ai venti: tramontana asciuga e rinfresca, scirocco porta umidità e sabbia, rallenta il passo.
Dopo la pioggia i tratti bianchi restano pedalabili: il terreno drena bene, ma le spalle dei muretti possono essere scivolose. Evitare di salirci per scattare foto.
Bici e preparazione
Rapporti agili bastano: pochi strappi, molti falsopiani. Pressioni medio-basse per comfort su sterrato. Due borracce sono l’ideale, fontane a Martano, Calimera e Acaya. Kit forature, camera di scorta e miniattrezzi indispensabili.
Casco sempre. In primavera repellente per insetti. In estate maniche leggere anti-UV. In autunno antivento tascabile per i rientri al crepuscolo.
Soste autentiche
Masserie con vendita diretta offrono olio nuovo, friselle, pomodori secchi. Chiedere prima dell’accesso: molti cortili sono spazi privati ma accoglienti se si rispetta il lavoro nei campi. A Calimera caffè leccese e pasticciotto sono un classico. Ad Acaya, formaggi freschi e pane a lievitazione naturale nei forni di paese.
Se trovate un frantoio aperto, chiedete dell’assaggio guidato: amaro e piccante raccontano cultivar e suoli. Sono storie che restano in memoria quanto una salita.
Accesso e logistica
In treno: Ferrovie del Sud Est fino a Zollino o Lecce, poi breve trasferimento in bici verso Melpignano. In auto: SS16, uscita Maglie-Melendugno. Parcheggio comodo nell’area dell’ex Convento degli Agostiniani a Melpignano.
Meccanici e negozi bici a Martano e Calimera; nei festivi meglio telefonare prima. Copertoni e camere 700x38 sono gli standard più reperibili.
Tutela e buone pratiche
Tra Acaya e Le Cesine si lambiscono aree della Rete Natura 2000. Restare sui tracciati, evitare disturbo alla fauna, chiudere eventuali cancelli come li si è trovati. Niente rifiuti, niente tagli nei campi: i solchi rovinano i seminativi.
I muretti a secco sono opere vive: non sedersi sui copertini, non spostare pietre. Se il gregge occupa la strada, rallentare e attendere la fine del passaggio. Il rispetto apre più porte di qualunque prenotazione.
Varianti e allungamenti
Per chi ha gamba, deviazione da Borgagne verso Melendugno e il Dolmen Placa, poi rientro su strada bianca parallela all’asse principale: +10 km. In alternativa, da Martano anello breve tra menhir e piccoli tratturi agricoli: -12 km e più tempo per le soste.
Con vento forte da sud, conviene percorrere il giro in senso orario: uliveti e muretti offrono riparo naturale nei rettilinei più esposti.
Perché questo percorso
È vicino ai borghi, ma lontano dalla folla. Unisce pietra, luce e olivo in un disegno continuo. Fa vedere la campagna che lavora e resiste, senza vetrine. E la bici qui non è solo mezzo: è chiave d’accesso. Pedalando piano si vedono mani e stagioni. È il Salento che vale il viaggio.

